Gli articoli di Eurodent

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Parodontite: cos’è e come si cura

La malattia parodontale esordisce spesso con sintomi subdoli, come un modesto sanguinamento gengivale che molti pazienti sottovalutano. Nulla di più sbagliato: trascurandola può portare alla perdita dei denti, e persino a infezioni in grado di propagarsi a livello sistemico. Esiste una soluzione? Certo: il dentista!

 

Hai la parodontite? Oppure presenti sintomi che possono farne sospettare la presenza? Ti consiglio vivamente di prenotare una visita dal dentista il prima possibile. Il motivo? Questa malattia è in grado di distruggere progressivamente le strutture di sostegno dei denti, i quali, quindi, sono destinati a cadere. Oggi per fortuna è possibile diagnosticarla e curarla ben prima che questo accada. Quel che devi fare è soltanto fissare una prima visita gratuita presso il nostro centro dentistico. Ti diremo se hai la malattia parodontale e, nel caso, fisseremo un piano di cura adeguato.

 

Parodontite: che cos’è?

 

Chiamata anche piorrea, è una problematica odontoiatrica largamente diffusa, soprattutto nelle decadi più avanzate della vita. Il suffisso ite ci fa capire subito che si tratta di una patologia infiammatoria, causata da infezioni batteriche, che colpisce:

 

  • le gengive;
  • il legamento parodontale (è la struttura situata fra la radice del dente e l’osso alveolare);
  • il cemento radicolare (si tratta del tessuto che riveste e protegge la radice del dente);
  • l’osso alveolare (che costituisce la sede della radice dei denti).

 

La malattia parodontale solitamente ha un decorso lento, misurabile in anni o persino decenni. All’inizio non interessa tutte le 4 strutture elencate; ad esempio può originare a livello delle gengive e col tempo aggredire le strutture adiacenti. Nella malattia si riconoscono infatti i seguenti stadi:

 

  • gengivite: si manifesta con sanguinamento gengivale, dapprima durante lo spazzolamento dei denti e in seguito spontaneo, e con gonfiore e arrossamento delle gengive. Può essere già presente alitosi;
  • malattia parodontale iniziale: l’infezione provoca la formazione di tasche gengivali e danni alle strutture attigue, fino all’osso alveolare. Le tasche gengivali sono allargamenti patologici – e progressivi – del solco gengivale. Quest’ultimo altro non è che la normale e stretta fessura tra colletto dentale e gengiva; quando si forma la tasca, lo spazio vuoto aumenta e diventa sede di focolai batterici, tartaro e residui di cibo. Ovvviamente, la conseguenza è l’aggravarsi della malattia;
  • parodontite conclamata: si determinano retrazione gengivale, mobilità dei denti per progressiva distruzione ossea, emorragie gengivali;
  • stadio terminale: l’erosione ossea e il processo infiammatorio determinano fenomeni purulenti -ossia ascessi frequenti – e la perdita dei denti.

 

Parodontite: la causa e i fattori predisponenti

 

La causa della piorrea è l’infezione cronica provocata da uno o più batteri, in primis Fusobacterium nucleatum, Porphyromonas gingivalis e Prevotella intermedia. Sono microbi anaerobi, quindi si sviluppano in ambienti privi o scarsi di ossigeno, come quello rappresentato dalle tasche gengivali.

I fattori concausa dell’instaurarsi della malattia parodontale risultano essere:

 

  • scarsa igiene orale;
  • carie e altri problemi odontoiatrici non trattati;
  • indebolimento delle difese immunitarie;
  • diabete;
  • fumo.

 

Malattia parodontale: prevenzione e cura

 

La prima difesa dalla parodontite è la prevenzione. Si attua con l’adeguata pulizia dei denti quotidiana tramite spazzolino e filo interdentale, che devi associare all’igiene orale professionale semestrale. In tal modo eviti la comparsa di tartaro e proliferazioni batteriche. Se la malattia è già presente, la cura si basa sull’uso del laser a diodo, levigatura radicolare (rimozione del tartaro sottogengivale), eventualmente terapia antibiotica. Facilmente, si renderanno necessari interventi di rigenerazione ossea per ricreare un supporto adeguato per i denti. Nei casi più gravi è necessario ricorrere all’implantologia.

 

In conclusione, nessun indugio: approfitta della professionalità e dei prezzi dei nostri dentisti convenzionati e liberati della tua parodontite!

Sanguinamento gengivale: cause e rimedi di un disturbo molto comune

Le gengive che sanguinano rappresentano un sintomo che richiede attenzione.

Se trascuri questo problema, rischi conseguenze serie come la parodontite o la mancata diagnosi e cura di malattie sistemiche anche importanti. Una visita dal dentista, insomma, è fondamentale. Ti spiego nel dettaglio perché.

 

Il sanguinamento gengivale indica che qualcosa, all’interno del cavo orale o dell’intero organismo, non funziona perfettamente. Come dentista ho spesso a che fare con questo sintomo. Le microemorragie, talvolta accompagnate da dolore e gonfiore, segnalano sempre un’infezione batterica. È il risultato della formazione di placca e tartaro, ma non di rado il problema non è solo quello.

 

Oltre a indagare, quindi, eventuali concause, sia con l’esame obiettivo sia eventualmente tramite radiografie o altri esami, spiego ai miei pazienti che quando le gengive sanguinano, viene meno la loro funzione di barriera protettiva nei confronti dei denti. Trascurandole, si formeranno le tasche gengivali. Significa che il colletto del dente si allontana dalla gengiva e in mezzo si annideranno microbi, placca e residui di cibo. È giunto il momento di correre ai ripari: prenota subito una prima visita gratuita da noi.

Sanguinamento gengivale: tutte le cause

 

I motivi alla base delle gengive sanguinanti sono numerosi. A volte, più fattori concorrono al problema insieme al principale, che è un’abnorme proliferazione batterica. Ecco quali sono le concause:

 

  • mancanza di igiene orale;
  • gengivite;
  • parodontite;
  • gravidanza, che comporta modifiche ormonali in grado di influenzare lo stato delle gengive;
  • carenza di vitamina C e/o K, per dieta scorretta o malassorbimento;
  • alcune malattie del sangue che predispongono alle emorragie;
  • diabete;
  • indebolimento delle difese immunitarie, per esempio in caso di stress prolungato, che favorisce le infezioni batteriche del cavo orale;
  • protesi mal posizionate, incongrue;
  • farmaci anticoagulanti;
  • bruxismo, ossia la tendenza a digrignare i denti nel sonno, problema oggi risolvibile con il bite;
  • dente incluso, cioè che non riesce a emergere – tutto o in parte – dalla gengiva, provocando anche dolore e altri sintomi.

Gengive sanguinanti: le conseguenze e le cure

 

Nel mio studio odontoiatrico arrivano a volte pazienti che hanno trascurato a lungo il problema del sangue dalle gengive. In tali casi si notano le conseguenze:

 

  • sensibilità dentinale, ossia fastidio in presenza di stimoli termici o meccanici locali;
  • gengivite (che come visto può esserne anche la causa);
  • parodontite (di nuovo, origine o conseguenza del problema);
  • alito cattivo.

 

Tu non vuoi incorrere in questi fastidiosi inconvenienti, vero? Allora previenili: è il momento di rivolgerti subito a me o a uno dei miei colleghi del centro dentistico. In questo modo avrai la diagnosi, i consigli e il piano di cura adatto per risolvere il fastidio delle gengive che sanguinano. Inoltre, potrai approfittare di una convenzione tra le molte disponibili, che assieme ai prezzi contenuti per la cura dei denti che offriamo, ti permetteranno di tornare a sorridere senza preoccuparti del budget.

 

Ricorda che la cura principale e la prevenzione del sanguinamento gengivale consistono nell’igiene dentale professionale con rimozione del tartaro, accompagnata da quella casalinga quotidiana. Semplice, indolore, economica…

 

E se invece la causa odontoiatrica fosse più complessa? Un dente incluso o la parodontite, per esempio? Ebbene, l’estrazione del dente o le cure specifiche della piorrea, come l’uso del laser per la parodontite, risolveranno tutto! Nella nostra clinica dentale facciamo fronte a queste e tutte le altre possibili problematiche dei denti e della bocca, per vederti tornare a sorridere felice!

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