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Parodontite: cos’è e come si cura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La malattia parodontale esordisce spesso con sintomi subdoli, come un modesto sanguinamento gengivale che molti pazienti sottovalutano. Nulla di più sbagliato: trascurandola può portare alla perdita dei denti, e persino a infezioni in grado di propagarsi a livello sistemico. Esiste una soluzione? Certo: il dentista!

Hai la parodontite? Oppure presenti sintomi che possono farne sospettare la presenza? Ti consiglio vivamente di prenotare una visita dal dentista il prima possibile. Il motivo? Questa malattia è in grado di distruggere progressivamente le strutture di sostegno dei denti, i quali, quindi, sono destinati a cadere. Oggi per fortuna è possibile diagnosticarla e curarla ben prima che questo accada. Quel che devi fare è soltanto fissare una prima visita gratuita presso il nostro centro dentistico. Ti diremo se hai la malattia parodontale e, nel caso, fisseremo un piano di cura adeguato.

Parodontite: che cos’è?

 

Chiamata anche piorrea, è una problematica odontoiatrica largamente diffusa, soprattutto nelle decadi più avanzate della vita. Il suffisso ite ci fa capire subito che si tratta di una patologia infiammatoria, causata da infezioni batteriche, che colpisce:

 

  • le gengive;
  • il legamento parodontale (è la struttura situata fra la radice del dente e l’osso alveolare);
  • il cemento radicolare (si tratta del tessuto che riveste e protegge la radice del dente);
  • l’osso alveolare (che costituisce la sede della radice dei denti).

 

La malattia parodontale solitamente ha un decorso lento, misurabile in anni o persino decenni. All’inizio non interessa tutte le 4 strutture elencate; ad esempio può originare a livello delle gengive e col tempo aggredire le strutture adiacenti. Nella malattia si riconoscono infatti i seguenti stadi:

 

  • gengivite: si manifesta con sanguinamento gengivale, dapprima durante lo spazzolamento dei denti e in seguito spontaneo, e con gonfiore e arrossamento delle gengive. Può essere già presente alitosi;
  • malattia parodontale iniziale: l’infezione provoca la formazione di tasche gengivali e danni alle strutture attigue, fino all’osso alveolare. Le tasche gengivali sono allargamenti patologici – e progressivi – del solco gengivale. Quest’ultimo altro non è che la normale e stretta fessura tra colletto dentale e gengiva; quando si forma la tasca, lo spazio vuoto aumenta e diventa sede di focolai batterici, tartaro e residui di cibo. Ovvviamente, la conseguenza è l’aggravarsi della malattia;
  • parodontite conclamata: si determinano retrazione gengivale, mobilità dei denti per progressiva distruzione ossea, emorragie gengivali;
  • stadio terminale: l’erosione ossea e il processo infiammatorio determinano fenomeni purulenti -ossia ascessi frequenti – e la perdita dei denti.

 

Parodontite: la causa e i fattori predisponenti

 

La causa della piorrea è l’infezione cronica provocata da uno o più batteri, in primis Fusobacterium nucleatum, Porphyromonas gingivalis e Prevotella intermedia. Sono microbi anaerobi, quindi si sviluppano in ambienti privi o scarsi di ossigeno, come quello rappresentato dalle tasche gengivali.

I fattori concausa dell’instaurarsi della malattia parodontale risultano essere:

 

  • scarsa igiene orale;
  • carie e altri problemi odontoiatrici non trattati;
  • indebolimento delle difese immunitarie;
  • diabete;
  • fumo.

 

Malattia parodontale: prevenzione e cura

 

La prima difesa dalla parodontite è la prevenzione. Si attua con l’adeguata pulizia dei denti quotidiana tramite spazzolino e filo interdentale, che devi associare all’igiene orale professionale semestrale. In tal modo eviti la comparsa di tartaro e proliferazioni batteriche. Se la malattia è già presente, la cura si basa sull’uso del laser a diodo, levigatura radicolare (rimozione del tartaro sottogengivale), eventualmente terapia antibiotica. Facilmente, si renderanno necessari interventi di rigenerazione ossea per ricreare un supporto adeguato per i denti. Nei casi più gravi è necessario ricorrere all’implantologia.

 

In conclusione, nessun indugio: approfitta della professionalità e dei prezzi dei nostri dentisti convenzionati e liberati della tua parodontite!

Sanguinamento gengivale: cause e rimedi di un disturbo molto comune

 

 

 

 

 

 

 

 

Le gengive che sanguinano rappresentano un sintomo che richiede attenzione.

Se trascuri questo problema, rischi conseguenze serie come la parodontite o la mancata diagnosi e cura di malattie sistemiche anche importanti. Una visita dal dentista, insomma, è fondamentale. Ti spiego nel dettaglio perché.

 

Il sanguinamento gengivale indica che qualcosa, all’interno del cavo orale o dell’intero organismo, non funziona perfettamente. Come dentista ho spesso a che fare con questo sintomo. Le microemorragie, talvolta accompagnate da dolore e gonfiore, segnalano sempre un’infezione batterica. È il risultato della formazione di placca e tartaro, ma non di rado il problema non è solo quello.

 

Oltre a indagare, quindi, eventuali concause, sia con l’esame obiettivo sia eventualmente tramite radiografie o altri esami, spiego ai miei pazienti che quando le gengive sanguinano, viene meno la loro funzione di barriera protettiva nei confronti dei denti. Trascurandole, si formeranno le tasche gengivali. Significa che il colletto del dente si allontana dalla gengiva e in mezzo si annideranno microbi, placca e residui di cibo. È giunto il momento di correre ai ripari: prenota subito una prima visita gratuita da noi.

Sanguinamento gengivale: tutte le cause

 

I motivi alla base delle gengive sanguinanti sono numerosi. A volte, più fattori concorrono al problema insieme al principale, che è un’abnorme proliferazione batterica. Ecco quali sono le concause:

 

  • mancanza di igiene orale;
  • gengivite;
  • parodontite;
  • gravidanza, che comporta modifiche ormonali in grado di influenzare lo stato delle gengive;
  • carenza di vitamina C e/o K, per dieta scorretta o malassorbimento;
  • alcune malattie del sangue che predispongono alle emorragie;
  • diabete;
  • indebolimento delle difese immunitarie, per esempio in caso di stress prolungato, che favorisce le infezioni batteriche del cavo orale;
  • protesi mal posizionate, incongrue;
  • farmaci anticoagulanti;
  • bruxismo, ossia la tendenza a digrignare i denti nel sonno, problema oggi risolvibile con il bite;
  • dente incluso, cioè che non riesce a emergere – tutto o in parte – dalla gengiva, provocando anche dolore e altri sintomi.

Gengive sanguinanti: le conseguenze e le cure

 

Nel mio studio odontoiatrico arrivano a volte pazienti che hanno trascurato a lungo il problema del sangue dalle gengive. In tali casi si notano le conseguenze:

 

  • sensibilità dentinale, ossia fastidio in presenza di stimoli termici o meccanici locali;
  • gengivite (che come visto può esserne anche la causa);
  • parodontite (di nuovo, origine o conseguenza del problema);
  • alito cattivo.

 

Tu non vuoi incorrere in questi fastidiosi inconvenienti, vero? Allora previenili: è il momento di rivolgerti subito a me o a uno dei miei colleghi del centro dentistico. In questo modo avrai la diagnosi, i consigli e il piano di cura adatto per risolvere il fastidio delle gengive che sanguinano. Inoltre, potrai approfittare di una convenzione tra le molte disponibili, che assieme ai prezzi contenuti per la cura dei denti che offriamo, ti permetteranno di tornare a sorridere senza preoccuparti del budget.

 

Ricorda che la cura principale e la prevenzione del sanguinamento gengivale consistono nell’igiene dentale professionale con rimozione del tartaro, accompagnata da quella casalinga quotidiana. Semplice, indolore, economica…

 

E se invece la causa odontoiatrica fosse più complessa? Un dente incluso o la parodontite, per esempio? Ebbene, l’estrazione del dente o le cure specifiche della piorrea, come l’uso del laser per la parodontite, risolveranno tutto! Nella nostra clinica dentale facciamo fronte a queste e tutte le altre possibili problematiche dei denti e della bocca, per vederti tornare a sorridere felice!

Come sbiancare i denti con il trattamento professionale

 

Denti bianchi e lucidi come non li hai mai avuti: ti piacerebbe? Oggi è possibile realizzare davvero questo sogno, grazie a trattamenti professionali di sbiancamento dei denti eseguiti dall’odontoiatra. Ecco quello che devi sapere.

 

Vuoi capire come sbiancare i denti in modo efficace e il più duraturo possibile? Lecito e comprensibile: un sorriso candido e smagliante incrementa il benessere e l’autostima come poche altre cose. Però come dentista ti consiglio di porti un’altra domanda: posso fare lo sbiancamento dei denti senza danneggiarli? Sì, perché se scegli il trattamento sbagliato, oppure ti affidi a mani inesperte, puoi rovinare in modo permanente il colore dei tuoi denti. A quel punto non ti rimarrebbe che ricorrere alle faccette estetiche.

Non scoraggiarti: la soluzione è semplice. Affidati ad un trattamento professionale per sbiancare i denti che ti donerà (o restituirà) un sorriso candido e duraturo prenotandolo da noi. L’esperienza e la qualità del servizio sono assicurate. Nel nostro centro dentistico puoi inoltre approfittare di convenzioni e offerte per usufruire di prezzi davvero convenienti: non aspettare allora! Prima però, ti spiego come si svolge l’intervento ed i segreti per prevenire i denti gialli, che ti aiuteranno a conservare il candore guadagnato con il bleaching professionale.

 

Come sbiancare i denti dal dentista

 

Il trattamento professionale utilizza sostanze sbiancanti come il perossido di idrogeno ed il perossido di carbamide. La differenza fra un perossido e l’altro è che il primo agisce più velocemente, rendendo quindi minori i tempi di applicazione, mentre il secondo offre risultati più stabili nel tempo. Ambedue garantiscono un’eccellente efficacia sbiancante, che agisce su:

 

    • inscurimento dei denti dovuto all’età;
  • macchie da caffè, vino rosso, liquirizia, the, etc.;

 

  • pigmentazione causata da tetracicline e altri farmaci;
  • macchie da fumo;
  • inscurimento dovuto a clorexidina, un collutorio;
  • fluorosi.

 

Prima dell’intervento, viene steso uno speciale gel protettivo sulle gengive. La durata della seduta è di circa 90 minuti. Nei giorni precedenti si attua anche un trattamento di igiene orale professionale. Infine, si attiva il perossido con una luce a led oppure con il laser. Al termine si noterà subito l’effetto sbiancante.

 

È sempre possibile sottoporsi al bleaching professionale? In realtà esistono alcune controindicazioni relative: carie, piorrea e gengiviti, che prima devono essere trattate. Le controindicazioni assolute riguardano lo smalto molto danneggiato e sottile, intarsi e corone a vista. Queste ultime infatti non subiscono variazioni cromatiche con il trattamento, quindi si genererebbe un’antiestetica discromia.

Sbiancamento dei denti: come mantenere i risultati

 

L’entità e la durata dello sbiancamento dentale dipendono da vari fattori. Qualunque dentista veramente professionale ti avvertirà che né uno né l’altro sono perfettamente predicibili. In generale, i risultati migliori si hanno sulle macchie superficiali e i denti ingialliti. Però puoi aiutarti a conservare i risultati evitando tutte, ma proprio tutte le sostanze pigmentanti nei giorni successivi al bleaching professionale. Anche in seguito, se non fumi e ti astieni da caffè, the, etc., puoi aspettarti di conservare il candore dei tuoi denti anche per 2 anni.

 

Infine, considera che la “modulazione” del trattamento sbiancante dipende anche dalla tua situazione. Il compito del dentista è capire come (e se) intervenire ottenendo il massimo dei risultati senza effetti collaterali, quali un aumento della sensibilità dentinale e danni allo smalto. Se il procedimento è corretto, non avrai effetti avversi, a parte una possibile e transitoria irritazione delle gengive.

 

Come sempre, la differenza la fa la qualità del servizio: rivolgendoti al nostro studio, sei sicuro di non correre il minimo rischio. Ora che sai come sbiancare i denti con il bleaching professionale, non ti resta che approfittare delle nostre offerte allettanti!

 

Malocclusioni o arcate dentali disallineate: cause, conseguenze e cure

 

Con il termine malocclusioni dentali si identificano i disallineamenti fra arcata dentale superiore e inferiore, provocando così una chiusura scorretta. Da questo derivano problemi masticatori e non solo. Per fortuna, oggi il dentista può intervenire per ripristinare l’allineamento dei denti.

Le malocclusioni sono un problema che qui al centro dentistico vediamo spesso, in forma più o meno grave.

Ma di cosa si tratta? In pratica, di un errato allineamento fra le 2 arcate dentali. Questo comporta l’impossibilità a chiudere nel modo idoneo – ossia fisiologico – le arcate. La classificazione dei disallineamenti vede vari stadi di gravità e anomalie variegate. Le differenze dipendono dall’esatta conformazione della malocclusione, che è sì su base individuale, ma in contemporanea etichettabile in relazione all’orientamento spaziale. Questo può essere: verticale, sagittale (antero-posteriore) oppure trasversale (asimmetria laterale).

Alla base di questo disturbo si identificano varie cause. La principale è costituzionale: significa che la predisposizione alla malocclusione è già presente alla nascita. Indipendentemente dal motivo, tale disturbo va corretto quanto prima. Le conseguenze altrimenti sono pesanti per la salute dell’intero organismo.

 

Se hai il sospetto o la certezza di soffrire di disallineamento fra le arcate dentali, richiedi subito una prima visita gratuita presso il nostro centro. Io e i miei colleghi odontoiatri siamo attrezzati ed esperti in questa problematica, e potremo impostare il trattamento adeguato per risolverla.

 

Malocclusioni: le cause 

 

Talvolta è possibile prevenire la malocclusione dentale modificando un comportamento abituale scorretto.

Difatti, diversi soggetti alterano il normale allineamento delle arcate tramite “vizi” fortunatamente eliminabili. Ecco le più comuni cause di disallineamento delle arcate dentali:

 

  • suzione del pollice;
  • ereditarietà;
  • bruxismo: è la consuetudine di digrignare i denti nel sonno, che può causare anche sanguinamento gengivale e altri problemi;
  • sovraffollamento dei denti;
  • interventi odontoiatrici mal eseguiti;
  • edentulia, ossia la perdita di uno o più denti;
  • neoplasie locali;
  • alcune malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide;
  • fratture della mandibola non saldate correttamente.

 

Malocclusioni: le conseguenze

 

Non trascurare mai questo problema. Le malocclusioni incidono negativamente sulla masticazione, sulla fonazione, e possono portare a dolori cervicali, alla schiena, al collo, alla testa. Non ti basta? Potresti anche andare incontro ad acufeni, che sono quei fastidiosi ronzii auricolari in grado di stressare qualunque soggetto che colpiscono. Non ho ancora finito. Statisticamente, chi presenta disallineamento delle arcate dentali è più soggetto a carie, parodontite, gengivite, russamento e affezioni respiratorie.

 

Disallineamento delle arcate dentali: le cure

 

La malocclusione non si risolve mai da sola. Devi rivolgerti al dentista, spesso specificatamente all’ortodontista. In base al singolo caso, la soluzione sarà:

 

    • correzione delle abitudini che causano il disturbo: ad esempio il bite, fondamentale in caso di bruxismo;
    • trattamento ortodontico: Invisalign
      ) oppure l’ortodonzia linguale possono risolvere molti casi di malocclusione dentale;
    • estrazione di uno o più denti che premono in modo anomalo su quelli attigui. Si tratta spesso dei denti del giudizio. Ovviamente, si procede all’estrazione quando l’ortodonzia non è sufficiente a risolvere il problema;
  • implantologia, per ripopolare le arcate dentali in caso di edentulia, oppure per sostituire dopo l’estrazione i denti responsabili del disallineamento.

 

 

A questo punto è chiaro che la malocclusione è un problema da correggere, perché può minare in modo pesante il tuo benessere. Oggi per fortuna si può risolvere felicemente: devi soltanto rivolgerti al nostro centro odontoiatrico, al resto ci penserà il dentista che si prenderà cura di te!

Laser per parodontite: i vantaggi del trattamento

 

 

 

 

 

 

 

 

Il laser dentale per curare la parodontite offre eccellenti risultati e rende il trattamento della patologia meno invasivo e fastidioso per il paziente. Come ogni dentista, raccomando ai miei pazienti di iniziare quanto prima la terapia: la malattia parodontale, se non curata, progredisce fino alla perdita dei denti.

Il laser per parodontite si rivela un valido presidio terapeutico grazie alla sua potente azione disinfettante e di stimolo alla rigenerazione tissutale. Oggi è usato dai migliori centri dentistici per curare questa malattia tanto diffusa quanto insidiosa. La parodontite, infatti, è la patologia che aggredisce le strutture di sostegno del dente, provocandone la caduta. Attenzione però: questo evento irreversibile avviene soltanto se la piorrea è trascurata fino allo stadio più grave. A quel punto, non rimane che ricorrere all’implantologia e alle protesi.

 

Intervenendo prima, anche in presenza di mobilità dei denti iniziale, di solito si riesce invece a salvarli, attuando un protocollo terapeutico impegnativo ma in grado di arrestare la progressione della malattia. Il laser dentale a diodi, maneggiato da un parodontologo esperto, presenta diversi vantaggi. Vediamo quali.

 

Laser per parodontite: efficacia ed indicazioni

 

Perché si usa il laser per curare la parodontite? È presto detto. In caso di piorrea le terapie consistono nella rimozione del tartaro, nella disinfezione delle tasche gengivali e negli interventi di biostimolo che accelerano la rigenerazione ossea. Nello stadio più avanzato si ricorre anche all’implantologia con osteointegrazione. Le cure classiche, ossia scaling e levigamento radicolare con curette, sono metodologie fastidiose per il paziente e possono accrescere la recessione gengivale. Senza contare, poi, il sanguinamento gengivale e i tempi di guarigione piuttosto lunghi. Con il laser questi problemi vengono superati brillantemente.

 

Più esattamente, i vantaggi del laser dentale sulle “vecchie” terapie sono:

 

  • trattamento indolore;
  • assenza di sanguinamento gengivale;
  • efficace azione disinfettante sui focolai batterici alla base della malattia;
  • effetto biostimolante sulla riparazione tissutale, inclusa quella ossea;
  • assenza di punti di sutura;
  • non provoca sensibilità dentinale;
  • assenza di conseguenze antiestetiche;
  • recupero rapido;
  • risultati duraturi;
  • possibilità di estendere con serenità il trattamento per la malattia parodontale a pazienti affetti da anomalie della coagulazione sanguigna (con i metodi classici si potrebbero verificare emorragie gengivali);
  • utilizzo senza controindicazioni per pazienti allergici all’anestesia, non necessaria.

 

Va precisato che, secondo il parere del dentista, talvolta si possono abbinare laser per la parodontite e metodi classici.

 

Laser a diodi per parodontite: costi

 

I costi del laser per parodontite possono apparire maggiori rispetto a quelli delle altre terapie, ma è proprio così? E conviene sempre usare il laser a diodi per la cura della malattia parodontale? Sul primo punto, in realtà, i trattamenti più rapidi e indolori permettono al paziente di non “sprecare” troppe ore lavorative nello studio dell’odontoiatra. Da noi, inoltre, trovi offerte scontate in grado di abbatterne notevolmente i prezzi.

 

Riguardo al secondo punto, alcuni colleghi ritengono che i risultati siano sovrapponibili a quelli delle cure classiche, e che quindi non si presentino vantaggi nella sua applicazione. Io non sono d’accordo. Il benessere del paziente, affrancato dal dolore e dalle conseguenze antiestetiche, basterebbero anche da sole a giustificarne pienamente l’uso. Se poi ci aggiungiamo i minori tempi di recupero e il poter curare senza rischi soggetti con patologie della coagulazione, etc., ribadisco che per me non c’è storia.

 

Quanto ai prezzi del dentista, la soluzione è semplice e conveniente: prenota una prima visita gratuita da noi e usufruisci di un listino ultra vantaggioso, che lo diventa ancor più se ti avvali di una convenzione dentista fra quelle disponibili. La piorrea, vedrai, diventerà soltanto un brutto ricordo!

Invisalign o apparecchio invisibile: indicazioni e vantaggi

 

 

 

 

 

Da quando esiste l’apparecchio Invisalign, moltissime persone hanno potuto regalarsi un sogno che fino allora sembrava impossibile: un sorriso seducente, frutto di denti ben allineati. Anche tu vorresti averlo? Ti spiego i segreti dell’ortodonzia estetica.

Invisalign ovvero l’apparecchio invisibile, di cosa si tratta? Ebbene, il nome indica le mascherine rimuovibili in plastica trasparente, dette aligner, che permettono di riallineare i denti storti. Si usano in pazienti adulti, che hanno completato la dentizione. Esiste però anche la versione Teen, nella quale le aligner sono predisposte con spazi vuoti per accogliere i denti non ancora cresciuti degli adolescenti.

 

Se anche tu vuoi riallineare i tuoi denti, il nostro centro dentistico è il posto che fa per te. Io considero l’ortodonzia estetica il mio campo di eccellenza, quello in cui ho raggiunto i più importanti traguardi della mia professione di dentista grazie a un’esperienza iniziata nel 2001 e moltissimi casi clinici trattati con successo. Ovviamente, puoi valutare la mia competenza senza nessun impegno. Come? Semplice: prenota la prima visita gratuita alla clinica dentale e potrò valutare il tuo caso.

 

Invisalign: come funziona l’apparecchio invisibile?

 

Le mascherine, o allineatori trasparenti, sono apparecchi personalizzati costruiti grazie a una progettazione tridimensionale eseguita al computer. Per riallineare i denti l’odontoiatra usa in successione mascherine fino a raggiungere l’obiettivo desiderato. Le aligner sono rimuovibili, puoi toglierle per pulirle dopo ogni pasto e nelle occasioni in cui la mascherina sarebbe il terzo incomodo… Normalmente però devono essere indossate 22 ore su 24.

 

Ogni settimana circa, devi cambiarla su indicazione dell’ortodontista con una più stretta. Il tempo totale di utilizzo è ampiamente variabile. Dipende dal grado e tipo di disallineamento, che può portare a trattamenti di 9-10 mesi come di 18. Ad ogni modo, le recentissime linee guida che consigliano il cambio dell’aligner su base settimanale, e non più quindicinale, riducono i tempi totali.

 

I problemi più frequentemente risolti tramite l’ortodonzia Invisalign sono:

 

  • diastemi;
  • denti sovrapposti;
  • malocclusioni.

 

Spetta sempre all’ortodontista valutare il trattamento migliore. In alcuni casi, può essere preferibile l’ortodonzia linguale. L’uso degli allineatori è controindicato in presenza di disturbi temporo-mandibolari.

 

 

Ortodonzia estetica: tutti i vantaggi

 

L’Invisalign deve il suo successo ai numerosi vantaggi che garantisce. Rappresenta un enorme passo avanti rispetto all’epoca dell’apparecchio tradizionale, quando per diventare più belli occorreva prima imbruttirsi e subire il disagio di un congegno metallico e scomodo. Vediamo uno per uno tali vantaggi:

 

    • allineatori rimuovibili, facili a pulirsi;
    • quasi invisibili, essendo di materiale trasparente;
    • nessun problema di fonazione;
    • confortevoli, grazie all’assenza di componenti metalliche;
    • nessun rischio, se le aligner sono posizionate da un dentista esperto, di parodontite, sanguinamento gengivale, tagli e altri problemi;
    • nessun disagio psicologico;
    • si può mangiare di tutto, evitando soltanto i chewing-gum;
    • prevenzione delle conseguenze dei disturbi ortodontici, quali maggiore predisposizione alla carie;
    • prezzi competitivi rispetto ai migliori apparecchi tradizionali;
  • possibilità di vedere in anteprima la rappresentazione in 3D del trattamento e del risultato previsto.

 

 

In conclusione: hai i denti disallineati? Non rassegnarti! Posso aiutare te come ho già fatto con molti altri pazienti che ora sorridono felici: adesso è il tuo turno! Regalati un trattamento Invisalign scontato e realizza, finalmente, il tuo desiderio di un sorriso smagliante!

Impianti dentali o implantologia: le cose da sapere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un impianto dentale è, in pratica, una radice artificiale inserita nell’osso alveolare. Può essere singolo, e in tal caso serve ad ancorare un solo dente, oppure multiplo, per sostenere denti ravvicinati oppure un’intera protesi. Un intervento di implantologia ben eseguito sostituisce perfettamente una radice naturale.

Gli impianti dentali rappresentano uno dei più importanti traguardi dell’odontoiatria. Un tempo infatti, in seguito all’estrazione di un dente o di più denti, l’unica soluzione prospettata dal dentista era la protesi mobile totale o parziale. I risultati difficilmente soddisfacevano il paziente, vuoi dal lato estetico che da quello masticatorio, con corollario di fastidi vari. A risolvere tutto questo è bastato lo sviluppo di una tecnologia che usa una vite in titanio. Questo metallo presenta un importante vantaggio: la sua eccellente biocompatibilità. Significa che viene tollerato senza problemi dai tessuti del paziente, dando origine a un’osteointegrazione (ossia integrazione dell’elemento artificiale titanio inserito nell’osso) priva, salvo rarissime eccezioni, di complicanze.

 

A questo punto l’impianto endosseo svolge la funzione della radice naturale che ha sostituito, e il paziente non percepisce nessuna differenza. In conclusione, quando è presente edentulia parziale o totale, in seguito a una parodontite non trattata, estrazioni dentali, traumatismi, e non rimane che ricorrere all’implantologia, il paziente ha la certezza di un intervento sicuro e risolutivo. E il prezzo di un impianto dentale? Nel nostro centro dentistico è possibile coniugare la qualità a costi più che abbordabili grazie a convenzioni, promozioni e rateizzazioni.

 

Puoi rendertene conto semplicemente prenotando una prima visita gratuita, durante la quale ti forniremo preventivo, piano di cura e opzioni disponibili per il tuo caso specifico.

 

Impianti dentali: la struttura

 

L’impianto endosseo vero e proprio, detto fixture, è costituito da una vite in titanio filettata e dalla superficie ruvida. La scabrosità serve a favorirne l’aderenza all’osso e l’osteointegrazione. La forma della vite è solitamente conica, riproducendo quella di una radice naturale (anche se quest’ultima ha una struttura decisamente meno “geometrica”).

 

Sopra la vite il dentista fissa il moncone o abutment, struttura in titanio che rappresenta il punto di raccordo fra radice artificiale e corona o protesi. È grazie al moncone che è possibile compensare l’eventuale l’inclinazione dell’impianto. Difatti, questo può essere più o meno obliquo, dipendendo dall’anatomia del soggetto.

 

Infine, abbiamo la corona o protesi (termine più utilizzato per indicare un insieme di più denti artificiali, fino alle intere arcate dentali). La corona costituisce la parte visibile del dente. Oggi è disponibile in vari materiali:

 

  • ceramica, anche stratificata: offre la migliore resa estetica con un effetto completamente naturale. È la scelta migliore per i denti anteriori;
  • metallo-ceramica: in disuso. Economica, molto robusta ma in rari casi crea allergie. Inoltre, se con gli anni si verifica retrazione gengivale, diventa visibile un antiestetico orletto metallico;
  • zirconio: resistente e anallergica, buona resa estetica ma inferiore a quella offerta dalla ceramica;
  • zirconio-ceramica: soluzione che coniuga la robustezza dello zirconio, che forma la parte interna, all’estetica del rivestimento in ceramica;
  • composito: è un materiale economico, non in grado di garantire lunga durata.

 

Implantologia dentale: i vantaggi

 

Gli impianti dentali, rispetto alle protesi mobili, offrono:

 

  • risultato estetico naturale;
  • completo recupero della funzione masticatoria;
  • prevenzione del riassorbimento osseo;
  • conservazione delle funzioni dei muscoli del viso;
  • nessun problema di gengivite o fastidio ai tessuti molli.

 

 

In rarissimi casi, può verificarsi perimplantite, un’infezione nella sede dell’impianto che ne pregiudica il risultato. Deriva da scarsa igiene orale, specie in presenza di diabete o immunodeficienze. Fondamentale anche la corretta esecuzione, dal punto di vista igienico, dell’intervento. Per questo, il mio consiglio è di affidarti alla professionalità dei dentisti del nostro centro, dove rispettiamo sempre i più rigidi protocolli igienici.

 

Le varianti della tecnica classica di intervento implantologico

 

Oggi esiste un’interessante variante all’impianto dentale con osteointegrazione. Alludo alla tecnica All on four e All on six, che riduce gli impianti necessari a 4-6 e presenta tempi d’intervento rapidissimi, associati a un buon risparmio economico. È la metodica d’elezione in caso di importante riassorbimento osseo.

 

Anche la dima chirurgica è una metodica innovativa e vantaggiosa. Posizionando nella sede dell’impianto una mascherina trasparente elaborata su progetto computerizzato, è possibile ottenere la massima precisione associata a una minore invasività a carico dei tessuti molli.

 

Se vuoi sapere qual è il metodo più indicato per te, rivolgiti a noi, abbiamo notevole esperienza in tutte le tecniche e sapremo consigliarti per il meglio.

 

 

Faccette dentali: cosa sono, vantaggi e possibili controindicazioni

 

 

Le faccette estetiche dentali, conosciute anche come veneers, rappresentano un’eccellente soluzione per ottenere un sorriso candido e smagliante. Richiedono però, tassativamente, un dentista esperto nella loro realizzazione e applicazione.

 

Faccette dentali uguale denti bianchi e splendenti, in grado di superare qualunque test del sorriso. Insomma, un sogno diventato realtà. In effetti, grazie alla mia esperienza diretta di dentista di lungo corso, posso affermare che quando ci sono le indicazioni per il loro impiego, le faccette mantengono le promesse. L’importante è affidarti a un odontoiatra davvero preparato ed esperto, che dovrà anche spiegarti come conservarle a lungo. Vediamo assieme cosa devi sapere per decidere se fanno al caso tuo, dopodiché potrai prenotare la prima visita gratuita e senza impegno nel nostro centro dentistico.

 

Faccette dentali: caratteristiche

 

Le faccette estetiche sono delle lamine sottilissime, con uno spessore che va dagli 0,3 agli 0,7 mm. Si applicano sulla superficie esterna dei denti visibili, correggendo diversi difetti estetici:

 

    • discromie: ossia macchie oppure alterazioni cromatiche sullo smalto impossibili da eliminare con lo sbiancamento dei denti;
    • diastema dentale;
    • forme irregolari o troppo minute dei denti visibili;
    • abrasioni o scheggiature;
  • disallineamento dei denti: in certi casi rappresentano una soluzione preferibile all’ortodonzia estetica.

 

 

Le faccette estetiche dentali, a fronte di prezzi abbastanza importanti, “regalano” un sorriso smagliante. L’applicazione delle veneers richiede la rimozione di una minima porzione di smalto dentale (corrispondente a quello della lamina stessa che lo sostituisce).

 

Faccette estetiche: materiali e intervento

 

Oggi, sono disponibili faccette dentali in vari materiali e prezzi. L’elenco è composto da:

 

  • ceramica, ad esempio di disilicato di litio, in grado di offrire risultati estetici eccezionali;
  • zirconio-ceramica, molto resistenti;
  • composito, economica ma predisposta a macchiarsi.

 

L’intervento da parte del dentista prevede una prima seduta per la limatura dello smalto dentale e per prendere l’impronta del dente. In tale fase si stabilisce anche il colore, che dovrà conformarsi a quello dei denti naturali adiacenti. Da notare che non occorre l’anestesia, solitamente, perché la limatura non è dolorosa.

 

Nella seconda seduta viene testata la faccetta, modificandone se necessario la forma. Poi la veneer viene cementata al dente. L’operazione garantisce un’adesione sicura e duratura. Da questo momento il tuo sorriso sarà proprio come lo hai sempre desiderato. Se ti sei rivolto alla nostra equipe odontoiatrica, i risultati sono garantiti: ti ricordo infatti che la preparazione e la messa in posa della lamina è semplice lato paziente, ma impegnativa lato dentista. Occorrono eccellente occhio clinico, scrupolosità, manualità, esperienza.

 

La buona notizia è che noi offriamo prestazioni specialistiche odontoiatriche di qualità e faccette estetiche a prezzi davvero convenienti, provalo per crederci!

 

Faccette estetiche dentali: consigli per una lunga durata

 

Per prolungare al massimo la durata delle veneer ti consiglio come prima cosa di evitare quelle più economiche in resina, che si rovinano facilmente. Inoltre, abolisci o limita il più possibile il fumo e cibi/bevande quali thè, caffè, liquirizia, vino rosso, che le macchierebbero. Infine, considera che l’esiguo spessore delle lamine riduce la loro resistenza meccanica, cerca quindi di non masticare con i denti coperti dalle faccette torrone o altri cibi molto duri.

 

Per ultimo, non trascurare l’igiene orale professionale e le visite di controllo nel nostro centro dentistico: anche i denti con le veneers possono cariarsi!

Bite dentale: cos’è e a cosa serve

 

Il bite, o morso, è un particolare dispositivo da inserire nel cavo orale per proteggere i denti dalle conseguenze del digrignamento notturno, ossia il bruxismo. Si usa anche per problemi di malocclusione, russamento, dislocazione della mandibola.

 

Quando si parla di bite si pensa subito al bruxismo. Quest’ultimo consiste nell’abitudine notturna di digrignare i denti, che può determinare una lunga serie di disturbi. I principali sono: erosione dello smalto, predisposizione alla carie, sensibilità dentinale, usura dei denti fino alla frattura e a un aumento della mobilità dentale, o addirittura alla perdita di uno o più elementi, che richiederà successivi interventi di implantologia. Frequenti anche i disturbi temporo-mandibolari. Un ulteriore risvolto negativo del bruxismo è il rumore del digrignamento, che può arrivare a essere così accentuato da disturbare il riposo del partner. Il soggetto colpito non sempre è consapevole del problema. Qui al centro dentistico, è capitato più di una volta di effettuare la diagnosi a pazienti alquanto stupiti.

 

ll morso è il trattamento d’elezione per tale disturbo, ma in realtà il suo impiego ha anche altre indicazioni. Si può usare infatti in alcune forme di malocclusione, in alternativa a trattamenti ortodontici quali l’Invisalign, per il russamento, e come supporto ortopedico per il riposizionamento corretto della mandibola dislocata. È importante, se presenti tali problematiche, evitare il fai da te. La scelta del morso adatto non è semplice come sembra, e in certi casi, come le malocclusioni, può essere preferibile optare per un altro trattamento. Una scelta sbagliata non solo non risolverebbe il disturbo, ma potrebbe avere conseguenze negative sull’articolazione mandibolare.

 

Bite dentale: com’è fatto?

 

Il bite è un dispositivo intraorale in resina, modellato sulla forma dell’arcata dentale. La sua funzione si realizza posizionandolo sulla stessa, in modo da creare una sorta di cuscinetto ammortizzatore che risparmia i denti in caso di bruxismo, oppure l’articolazione qualora si sia in presenza di disturbi temporo-mandibolari. Essendo facilmente rimuovibile, il paziente può inserirlo nel cavo orale e toglierlo senza problemi. Il dettaglio è doppiamente importante perché la semplicità di utilizzo ne incentiva l’uso, risolvendo problemi che altrimenti sarebbero più facilmente trascurati fino a giungere a complicanze varie.

 

Tipologie di morsi

 

In commercio esistono più modelli di morsi. Alcuni sono pensati per l’automedicazione. Si tratta di dispositivi preformati e automodellanti. La loro relativa diffusione si deve all’indubbia economicità, se paragonati ai dispositivi preparati su misura nei laboratori odontoiatrici. Purtroppo, sono spesso causa di problemi importanti. Possono provocare o aggravare una malocclusione, causare dolori muscolari e disturbi temporo-mandibolari.Il motivo? Sono in materiale morbido, del tutto inadatto al bruxismo che richiede un materiale rigido.

 

I bite del dentista invece sono rigidi e costruiti su misura dopo aver preso l’impronta dentale del paziente.

Presentano un costo decisamente maggiore ma… funzionano. Non solo per il materiale, che comunque ne garantisce anche una durata ben più consistente. In realtà, i risultati che si ottengono usandoli dipendono pure dalla conformazione e dal posizionamento. C’è differenza, infatti, tra usare il morso sull’arcata inferiore o su quella superiore. Stabilire dove inserirlo è compito del dentista, che in caso di disturbi temporo-mandibolari, deve avere preferibilmente la specializzazione in gnatologia.

 

Come sapere se e quale bite può risolvere i tuoi problemi? Semplice, ci pensiamo noi: tu devi solo prenotare la prima visita gratuita e senza impegno presso il nostro centro dentistico, e in breve il tuo disturbo non sarà che un ricordo!

 

 

 

All on four e All on six: l’implantologia a carico immediato

 

 

Impianti a carico immediato All on Four e All on Six: quando i denti non ci sono più, è possibile ritornare a sorridere in breve tempo con questo intervento poco invasivo.

Tale tecnica permette di posizionare una protesi fissa ancorandola soltanto a quattro oppure sei impianti complessivi.

 

La tecnica All on Four e la sua variante All on Six ha rappresentato una rivoluzione nel campo dell’implantologia. In pratica, permette di inserire una protesi fissa in tempi rapidissimi. Tra preparazione dell’apparecchio, ovviamente personalizzato al 100% per adeguarsi al cavo orale del paziente, e intervento vero e proprio da parte del dentista, a volte bastano 24 ore. I risultati sono stabili e privi di postumi fastidiosi per il paziente.

La caratteristica saliente dell’implantologia a carico immediato è il posizionamento obliquo degli impianti nell’osso mascellare e in quello mandibolare. In tal modo, ognuno di essi acquisisce una stabilità ben maggiore. Risultato: per reggere una protesi completa bastano 4-6 impianti.

All on four e All on six: i vantaggi quali sono?

 

L’implantologia a carico immediato All on four e All on six oggi è pratica comune nel nostro centro dentistico. La utilizziamo non soltanto per la rapidità, però. Un altro suo vantaggio è che permette di ricostruire le arcate danneggiate, fino all’edentulia totale (ossia assenza di tutti i denti), anche quando l’osso alveolare risulta parzialmente riassorbito, quindi mancante. Con tale tecnica non serve ricorrere all’osteointegrazione preventiva, si può intervenire immediatamente.

 

I prezzi dell’implantologia All on four oppure All on six sono decisamente inferiori rispetto a quelli delle protesi fisse in ceramica. Da noi, in particolare, puoi usufruire delle prestazioni di un dentista convenzionato, del ricco carnet di promozioni e di rateazioni personalizzate e flessibili. A questi si aggiunge la prima visita gratuita, che ti offre tutto il tempo di decidere come gestire la spesa.

 

I benefici dell’All on four e All on six non sono terminati. Con questa tipologia di impianti, infatti, ci guadagna anche la salute. Masticare correttamente significa digerire e assimilare nel migliore dei modi quel che si mangia. Specie nella terza età, questo è fondamentale. Ho visto anziani di scarso appetito – per la frustrazione e il fastidio nel masticare con edentulia totale o parziale, oppure a causa di protesi mobili malfatte – recuperare il piacere della buona tavola dopo l’intervento, e con esso la vitalità.

 

Infine, non bisogna dimenticare che nella terza età è facile avere altre patologie, oltre a quelle del cavo orale. Il dentista deve tenerne conto, sempre. Con l’implantologia a carico immediato, che richiede soltanto l’anestesia locale e non comporta uno stress importante, si può intervenire anche su soggetti problematici. Questi, infatti, richiederebbero importanti cautele in caso di manovre più aggressive con sanguinamento gengivale cospicuo, anestesia più pesante, fatica fisica, etc.

 

Implantologia a carico immediato: le controindicazioni

 

Per valutare l’idoneità del paziente all’intervento All on four oppure All on six e stabilire le modalità di esecuzione, facciamo eseguire preventivamente al paziente un’ortopanoramica e una Tac 3D. Sono i 2 esami radiologici che ci forniscono una visione accurata dell’anatomia delle strutture interessate dall’intervento. In questa fase è anche possibile indagare su possibili cause locali di esclusione dall’operazione, ossia neoplasie o parodontite in fase attiva, che richiedono una terapia preventiva.

Altre problematiche che causano controindicazione all’implantologia sono le malattie autoimmuni, le immunodeficienze e la radioterapia.

 

Bene, è il momento di tornare a sorridere: prenota la tua prima visita gratuita scegli un nostro dentista convenzionato e in breve avrai la tua protesi fissa grazie alla tecnica All on four/six!